A volte ritornano….La Relazione di Fine mandato

Verso la fine di maggio di quest’anno molte Amministrazioni sono in scadenza e sono chiamate al rinnovo dei consigli comunali. Forse non tutti si ricordano che nel 2014, molti Comuni hanno dovuto redigere per la prima volta la Relazione di Fine mandato, prevista dall’art. 4 del D.Lgs 149/2011, secondo gli schemi tipo approvati dal Ministero dell’Interno con il decreto 26/04/2013.

In prima battuta l’art. 4 prevedeva la scadenza della presentazione della relazione “non oltre il novantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato” e pertanto la scadenza era prevista per fine febbraio 2014, tuttavia il DL n. 16 del 06/03/2014 (quindi dopo la scadenza dei termini..)  aveva modificato l’art. 4, che ora recita “non oltre il sessantesimo giorno…” pertanto la scadenza attualmente è fissata indicativamente verso fine marzo.

La relazione deve essere sottoscritta dal Sindaco e certificata dall’organo di revisione non oltre i 15 giorni successivi, e deve essere trasmessa alla sezione regionale della Corte dei Conti nei 3 giorni successivi. Infine entro 7 giorni dalla certificazione, la relazione deve essere pubblicata sul sito istituzionale dell’ente, con l’indicazione della data di trasmissione alla sezione regionale della Corte dei Conti.

 

In un comunicato del 14/02/2014 il Ministero aveva chiarito che l’ultimo anno da considerare nella predisposizione della relazione “è quello dell’ultimo esercizio amministrativo e finanziario gestito. Pertanto gli enti locali interessati dal prossimo turno elettorale, sono tenuti, comunque, a considerare l’esercizio 2013, come ultimo anno della predetta relazione, pur in mancanza dell’avvenuta approvazione del relativo rendiconto di gestione”.

Pertanto nel predisporre la relazione di fine mandato di quest’anno, vista la scadenza di fine marzo, sarà necessario considerare i dati del pre-consuntivo 2018, in assenza dell’approvazione del rendiconto prevista per fine aprile.

E’ necessario segnalare che nel 2014, per la maggior parte degli enti non era ancora operativa l’armonizzazione contabile ex D.Lgs 118/2011, e non si poneva il problema del riaccertamento ordinario con la reimputazione degli impegni con il Fondo pluriennale vincolato.

Attualmente, affinché i dati di pre-consuntivo 2018 non appaiano “sballati” rispetto alla serie storica 2014-2017,  sarebbe opportuno approvare almeno la reimputazione degli impegni di spesa corrente e c/capitale dal 2018 al 2019 (operazione che molti enti effettuano in occasione della redazione schema di rendiconto), in assenza di ciò i valori contabili del pre-consuntivo indicherebbero la competenza 2018+la parte degli impegni 2017 coperti da FPV e reimputati sul 2018.

Pertanto, considerato che i dati vanno trasmessi alla Sezione Regionale della Corte dei Conti, probabilmente quest’anno sarà necessario procedere tempestivamente con le attività di riaccertamento ordinario dei residui, inoltre bisognerà effettuare una ricognizione delle principali attività normative e amministrative avvenute durante il mandato

Infatti la normativa prevede i seguenti contenuti obbligatori:

Parte 1 -Dati generali

in particolare

1.6 situazione di contesto interno/esterno: descrivere in sintesi per ogni settore/servizio fondamentale, le principali criticità riscontrate e le soluzioni realizzate durante il mandato

 

Parte 2 – Descrizione attività normativa e amministrativa svolte durante il mandato

in particolare

  1. indicare la modifiche statutarie e/o regolamentari approvate durante il mandato e le motivazioni alla base

 

Parte 3 Situazione economico finanziaria dell’ente

Parte 4 Rilievi degli organismi esterni di controllo

Parte 5- Azioni intraprese per contenere la spesa (NO per la forma semplificata- enti inf. 5000 ab.)

Parte 6- Organismi controllati

 

Si allegano gli schemi-tipo

Relazione_fine_mandato_Comuni_sotto5000

Relazione_fine_mandato_Comuni_oltre5000