E-fattura: dal 1° gennaio 2019 obbligatoria per le fatture emesse verso imprese e privati

Ormai ci siamo! La legge 205/2017 art. 1 c. 909, ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica-utilizzando lo SDI (Sistema di intescambio)-per tutte le operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate tra operatori residenti, stabilito nel territorio dello Stato, per le operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2019!

La disposizione, interessa tutti i soggetti passivi di imposta per le fatture emesse nei confronti delle imprese e dei privati, con poche eccezioni (i regimi forfetari), e quindi è applicabile anche agli Enti Locali.

Dal punto di vista degli acquisti, per gli enti pubblici non cambia nulla, in quanto resta confermata la fattura PA (introdotta già dal 2015), tuttavia per le fatture rese ad esempio a fronte di servizi pubblici rilevanti ai fini Iva, l’ente dovrà emettere un documento informatico in formato XML, che va trasmesso tramite SDI, conforme alle specifiche tecniche indicate dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30/04/2018.

Per le fatturazioni verso i privati non è necessario che il cliente abbia comunicato la PEC, in quanto egli potrà sempre consultare le proprie E-fatture nella propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate (Fiscoonline), ed in ogni caso resta fermo l’obbligo di inviare al cliente privato anche la copia cartacea della E-fattura emessa (alla faccia del risparmio di carta..).

Per le E-fatture emesse nei confronti dei privati è necessario prestare molta attenzione alla correttezza del codice fiscale, che costituisce un dato obbligatorio, infatti se questo non viene esattamente riportato, la E-fattura verrà scartata dallo SDI, e quindi si considera come non emessa.

Non sembrano esserci proroghe al momento, le uniche agevolazioni normative riguardano l’allentamento delle sanzioni nel primo semestre 2019, in caso di ritardo nell’emissione della E-fattura, sempreché questo non incida sulla liquidazione periodica dell’Iva (mensile o trimestrale).

Per i servizi rilevanti ai fini Iva, gestiti attraverso i corrispettivi, previsti ai sensi dell’art. 22 del DPR 633/72, ossia per servizi resi al pubblico con carattere di uniformità, frequenza ed importo limitato, non cambia nulla!

Tuttavia si fa notare che la normativa, recentemente modificata dall’art. 17 del DL 119/2018 stabilisce che a decorrere dal 01 gennaio 2020, i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del DPR 633/72, memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. L’unica speranza è che il MEF, con proprio decreto possa prevedere esoneri dall’adempimento in ragione dell’attività esercitata (che nel caso degli enti locali ha un livello di pericolosità pari a zero).