Il differimento dell’acconto IMU ed il parere del MEF

Il ruolo degli Enti locali nel sostegno alle imprese ed al territorio, è una materia che tiene banco da mesi. In particolare la leva tributaria, è stata utilizzata dal Governo centrale con sospensioni dei versamenti, crediti d’imposta (caso affitti) e agevolazioni.

Gli Enti locali per quanto li riguarda hanno tributi minori tra i quali l’addizionale comunale, la Tosap e l’IMU. Con riferimento all’importo del gettito, l’imposta municipale è sicuramente la più importante, ed infatti sui giornali si riportavano trattative tra gli enti locali e lo Stato centrale per condividere un provvedimento normativo di rinvio della scadenza dell’acconto previsto ordinariamente al 16 giugno.

Nella seconda metà di maggio, l’IFEL proponeva a tutti gli Enti uno schema di regolamento IMU, che, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2020, consentiva “per situazioni particolari” una ridefinizione delle scadenze ordinarie di versamento.

Sulla base di tale indirizzo, in ordine sparso, diverse amministrazione hanno deciso, ognuna in base ai propri equilibri di bilancio , di concedere ai propri contribuenti una dilazione di pagamento.

Il Ministero delle Finanze, ad una settimana dalla scadenza del 16 giugno, dopo che da settimane l’IFEL aveva illustrato lo schema di regolamento, pubblica la risoluzione n. 5/DF (RISOLUZIONE-n.-5-del-2020_IMU) dove, di fatto, fa a pezzi l’autonomia regolamentare degli enti e disciplina, là dove la legge non dice nulla (con una risoluzione ?!).

In particolare la risoluzione nega la possibilità che il Regolamento deleghi alla Giunta il potere di ridefinire le scadenze di versamento, anche se ammette una deliberazione d’urgenza sottoposta a ratifica da parte del C.C. (come per le variazioni urgenti di bilancio che però hanno una disciplina specifica nell’art. 175 del TUEL).

Poi si esclude categoricamente la facoltà di rinviare la quota riservata allo Stato (aliquota base dei fabbricati categoria D) dell’imposta municipale.

Infine si esclude anche la possibilità di non applicare le sanzioni in caso di ritardato pagamento.

A questo punto appare evidente ancora una volta che l’IMU, di municipale ha ben poco, infatti tutto il gettito viene effettuato con F24 e accreditato presso l’erario che poi ne rigira agli enti una parte (così come succedeva una volta con i trasferimenti correnti del Ministero alimentati dalle imposte), e anche la possibilità di regolamentazione del tributo, tra cui la definizione dei termini di versamento, viene ridotta ai minimi termini.